Tante volte mi è stata posta questa domanda da un runner infortunato sia che il mio paziente fosse un corridore amatoriale o uno con più strada sulle spalle.

Tutte le volte la risposta è stata la stessa: “dipende”. Bella risposta!

 

Da cosa dipende la necessità o meno di cambiare le scarpe o di prenderne un paio più ammortizzate, o più duro o con un maggior supporto plantare etc…?

Attorno a questo argomento c’è un concentrato di credenze, pareri personali e opinioni che, chiunque provi a porsi questa domanda, non riesca mai ad avere una visione chiara. Tutto ciò comporta una conseguente incertezza sull’eventuale acquisto da fare.

La risposta “vaga” è legata al fatto che, prima di prendere una decisione, bisogna considerare diversi aspetti; uno di questi è sicuramente la biomeccanica.

 

Ogni runner che abbia provato ad approfondire questo argomento sa bene che ci sono alcuni atteggiamenti “nemici” del corridore.

 

I principali sono:

  • atteggiamento in pronazione del piede
  • impatto duro contro il terreno nel contatto del piede durante la fase di atterraggio dello stesso [1].

Riguardo a questi comportamenti si è osservato come, un atteggiamento eccessivo in pronazione, esponga a rischi maggiori di infortuni al tendine d’Achille, alla fascia plantare e alla tibia [2]. Simile discordo per quanto riguarda i soggetti con carichi maggiori, più esposti a rischio per fratture di tibia [3].

 

In letteratura scientifica non sembra esserci una visone comune e condivisa

Si è visto infatti, come l’utilizzo di scarpe che limitassero la pronazione e la forza dell’impatto al suolo in un gruppo di 7.000 reclute militari non avesse mostrato alcuna influenza sul rischio di infortunio [4]. Stesso risultato in uno studio effettuato su civili [5]. Altri studi hanno invece analizzato la possibilità di utilizzare delle scarpe da corsa “minimaliste” così da mimare una corsa a piedi nudi. Hanno provato a farle indossare, con una progressione graduale da scarpa neutra a scarpa minimalista, per 12 settimane ad un gruppo di corridori.

Risultato? Un aumento dei livelli di lesione e più dolore allo stinco e al polpaccio [6].

Ho riportato alcuni esempi, tutti sarebbero troppi, con l’intento di spingere a ragionare riguardo al peso che può avere la biomeccanica nella scelta delle scarpe nella prevenzione ad un infortunio. Da tutti si capisce la stessa cosa: LA DIFFERENZA è MINIMA!

 

Torniamo dunque alla nostra domanda: “Quali scarpe da corsa dovrei comprare?” Sembra che ti abbiamo confuso le idee, vero?

Allora ti dirò cosa c’è di certo

Il carico di allenamento è IL PRINCIPALE fattore di rischio [7]; quindi non è il concentrarsi sul paio di scarpe utilizzate che risolve il problema, al contrario bisogna fare attenzione al programma di allenamento e di impostarne uno basato sulla sua capacità di carico.

Il ragionamento che deve condurre alla scelta di un determinato tipo di scarpa con particolari caratteristiche deve essere influenzato soprattutto da:

  • TIPO DI PROBLEMATICA
  • PREFERENZA DEL RUNNER
Ecco qualche esempio di scelta della scarpa più adatta per te

– “Al momento è meglio dare un occhiata al tuo programma di allenamento e concentrarsi su quello piuttosto che sul tipo di scarpa da utilizzare”

– “ Visto che hai subito un infortunio di caviglia, una scarpa leggermente più ammortizzata può essere una buona idea mentre è in fase di guarigione.”

– “ Visto che hai subito un infortunio al metatarso, dobbiamo limitare il carico dell’avampiede, scegliamone un paio più ammortizzate”

– “Un tipo di scarpa non è adatto a tutti. Provane alcune paia e scegli quelle comode, non guardare troppo lo spessore della suola “

– “ Ci sono alcune prove a supporto del fatto che sia meglio alternare due o più paia di scarpe durante gli allenamenti. Proviamo?”

– “Non hai bisogno di una scarpa con tutte queste caratteristiche, magari proviamo ad acquistarne un paio più leggero la prossima volta”

Si spiega ora come mai il motivo della risposta “dipende” alla domanda iniziale. Ogni runner corre a suo modo e soffre di problematiche specifiche.

La regola “one size fit for all” non funziona in fisioterapia, ciò significa che non ci sono né terapie standard e né risposte standard; anche per quella che può sembrare una semplice domanda.

 

Dott. Tommaso Bienati, Fisioterapista OMPT, Co-titolare studio Fisio Isola

Tommaso Bienati, FT, OMPT, Co-titolare dello studio FISIO ISOLA

 

Bibliografia:

1.Kulmala JP, KosonenJ,Nurminen J,Avela J.(2018). Running in highly cushioned shoes increases leg stiffness and amplifies impact loading.Scientific Reports8:174962. Brund RBK, Rasmussen S, Nielsen RO, Kersting UG, Laessoe U, Voigt M.(2017). Medial shoe-ground pressure and specific running injuries: A 1-year prospective cohort study. J Sci MeSport.Sep;20(9):830834.3.Van der Worp K, Vrielink JW,Bredeweg SW.(2016).Do runners who suffer injuries have higher vertical ground reaction forces than those who remain injury-free? A systematic review and meta-analysis..Br J Sp Med.Apr;50(8):450-7.4.Molloy,JM. (2016).Factors Influencing Running-Related Musculoskeletal Injury Risk Among U.S. Military Recruits.Med.Jun;181(6):512-23.5.Bonanno, D. R., Landorf, K. B., Munteanu, S. E., Murley, G. S. & Menz, H. B. (2017). Effectiveness of foot orthoses and shock-absorbing insoles for the prevention of injury: a systematic review and meta-analysis. J. Sports Med. 51, 86 LP–966.Ryan M, Elashi M,Newsham-West R, Taunton J.(2014).Examining injury risk and pain perception in runners using minimalist footwear.7.Mann R,, Malisoux L , Nührenbörger C ,Urhausen A, Meijer K, , Theisen D. (2015) Association of previous injury and speed with running style and stride-to-stride fluctuations Scand J Med Sci Sports 2015: 25: e638–e645