Il dolore di schiena lombare è la principale causa di disabilità ed assenteismo dal lavoro in tutto il mondo. Nel 90% dei casi dei pazienti che soffrono di dolore lombare non è identificabile una struttura specifica, responsabile dei sintomi e viene pertanto definito “dolore lombare non specifico” [1].

Tuttavia il paziente affetto da questa condizione ricorre a cure costose e a dir poco inefficaci [2].

Perchè?

Da clinico, mi confronto ogni giorno con credenze errate riguardo i corretti trattamenti per il mal di schiena.

La comunità scientifica sta intraprendendo una dura campagna per richiamare la popolazione colpita da questo problema alla realtà dei fatti e al buon senso. Questo ci porta spesso a scontrarci con i media, i gruppi industriali e i professionisti sanitari che hanno alle spalle importanti interessi economici alimentati dal mercato del mal di schiena [3].

Premesso che ognuno è libero di affrontare il proprio problema come più ritiene opportuno; è tuttavia necessario puntualizzare come credenze errate abbiano spesso un risvolto negativo sul paziente.

Molte persone, infatti, iniziano ad evitare movimenti quotidiani (per esempio flettersi in avanti) e attività come lo sport e la vita sociale, che sono rilevanti per il benessere della persona.

Ci si può ritrovare addirittura ad optare per interventi più biomedici e/o invasivi nel tentativo di alleviare i sintomi (farmacologia, terapie passive, iniezioni) e di riparare le strutture presumibilmente danneggiate o i difetti posturali (es. trattamenti con cellule staminali, chirurgia) [4]. Si inizia così ad avere un aumento dell’attenzione verso il dolore, paura di impegnarsi in attività e preoccupazione per il futuro; alimentando in questa maniera la percezione di dover dipendere da “altri” per poter guarire [5].

Prendendo spunto dall’articolo che O’Sullivan e altri autori hanno pubblicato nel 2019 [6], voglio affrontare e sfatare quelle che sono le credenze errate o più chiaramente i falsi miti riguardo al mal di schiena

MITO: “il dolore di schiena è solitamente una condizione medica grave”

REALTÀ: non è una condizione medica potenzialmente letale, anzi tende ad avere una risoluzione spontanea; infatti a 2 settimane dall’esordio oltre il 35% dei pazienti non ha più sintomi e oltre il 60% a 4 settimane [7].

MITO: “diventerà persistente e peggiorerà con l’età”

REALTÀ: la maggior parte degli episodi migliora invece di peggiorare con l’età.

MITO: “è sempre legato ad una lesione”

REALTÀ: un approccio negativo, l’evitare dei i movimenti per paura, le aspettative di recupero negative sono più fortemente associati al dolore persistente rispetto al danno tissutale vero e proprio.

MITO: “per identificare la causa è necessaria un esame di imaging (RX, RNM, Etc..)”

REALTÀ: gli esami di imaging non determinano la prognosi dell’attuale episodio di dolore lombare, la probabilità di future disabilità e comunque non migliorano i risultati clinici.

MITO: “il dolore durante il movimento e gli esercizi è un segnale che si sta creando un danno e bisogna interrompere e/o modificare l’attività”

REALTÀ:esercizi e movimenti graduali in tutte le direzioni sono sicuri e salutari per la colonna vertebrale.

MITO: “è causato da una cattiva postura seduta o in piedi o mentre sollevi oggetti da terra”

REALTÀ: la postura della colonna vertebrale durante la posizione seduta, quella eretta o il sollevamento non predice un episodio di mal di schiena o la sua persistenza.

MITO: “è causato da debolezza della muscolatura del “core” e un rafforzamento di questa protegge da futuri episodio”

REALTÀ: un “core” debole non causa LBP e alcune persone con LBP tendono anzi a sovraccaricare i loro muscoli. È bene mantenere forti i muscoli del tronco tanto quanto è utile rilassarli quando non sono necessari.

MITO: “ripetuti carichi alla colonna comportano usura e danno”

REALTÀ: il movimento e il caricamento della colonna vertebrale sono sicuri e vanno fatti, inoltre con carichi graduali è possibile migliorare la resilienza della stessa.

MITO: “le riacutizzazioni del dolore sono un segno di danno ai tessuti e richiedono riposo”

REALTÀ: le riacutizzazioni del dolore sono più correlate ai cambiamenti di attività, stress e umore depresso piuttosto che a danni strutturali.

MITO: “trattamenti come farmaci, iniezioni e interventi chirurgici sono efficaci e necessari per il trattamento del dolore lombare”

REALTÀ: l’assistenza efficace per gli episodi di dolore lombare è relativamente economica e sicura. Ciò deve includere: un’educazione centrata sul paziente che favorisca una mentalità positiva ed un’istruzione della persona con l’idea di migliorare la salute fisica e mentale (impegnarsi in attività ed esercizio fisico, attività sociali, sane abitudini del sonno) [8].

Lo scopo dei professionisti sanitari è quello di fornire il miglior trattamento possibile: efficace, efficiente e basato sulle prove scientifiche.

Bisogna esplorare le preoccupazioni, le paure e le credenze dei pazienti riguardo al loro dolore lombare e offrire l’opportunità di una discussione costruttiva.

L’ultimo obiettivo, ma non meno importante, è quello di istruire le persone a impegnarsi nel movimento, nel carico graduale della schiena, nella regolare attività fisica ed in una vita sana, con lo scopo di costruire una mentalità positiva riguardo al dolore lombare [8].

 

 “Un mito è un modo per dare un senso a un mondo senza senso” (Rollo May) 

Dott. Tommaso Bienati, Fisioterapista OMPT, Co-titolare studio Fisio Isola

Tommaso Bienati, FT, OMPT, Co-titolare dello studio FISIO ISOLA

 

 

 

Bibliografia:
  1. Chou R, Qaseem A, Snow V, et al. Diagnosis and treatment of low back pain: a joint clinical practice guideline from the American College of Physicians and the American Pain Society [published correction appears in Ann Intern Med. 2008 Feb 5;148(3):247-8]. Ann Intern Med. 2007;147(7):478–491.
  1.  Foster NE, Anema JR, Cherkin D, et al. Prevention and treatment of low back pain: evidence, challenges, and promising directions. The Lancet 2018;391:2368–83.
  1.  O’Keeffe M, Maher CG, Stanton TR, et al. Mass media campaigns are needed to counter misconceptions about back pain and promote higher value care. Br J Sports
  1.  O’Sullivan PB, Caneiro JP, O’Keeffe M, et al. Cognitive functional therapy: an integrated behavioral approach
for the targeted management of disabling low back pain. Phys Ther 2018;98:408–23
  1.  Bunzli S, Smith A, Schütze R, et al. Making sense of low back pain and pain- related fear. J Orthop Sports Phys Ther 2017;47:628–36
  1.  O'Sullivan PB, Caneiro JP, O'Sullivan K, et al. Back to basics: 10 facts every person should know about back pain. Br J Sports Med. 2019;bjsports-2019-101611
  1.  Downie AS, Hancock MJ, Rzewuska M, Williams CM, Lin CW, Maher CG. Trajectories of acute low back pain: a latent class growth analysis. Pain. 2016;157(1):225–234.
  1.  Lin I, Wiles L, Waller R, et al. What does best practice care for musculoskeletal pain look like? eleven consistent recommendations from high- quality clinical practice guidelines: systematic review. Br J Sports Med 2019: bjsports-2018-099878.